Una delle tipiche domande che sorge in chi si affida ad agenzie specializzate, per sviluppare campagne pubblicitarie performanti su Adwords è: come riuscire a comprendere se una campagna è di qualità ?
Esistono delle metriche, degli indicatori che possono aiutare a capire l’andamento genereale delle campagne, a capire cioè se le parole chiave utilizzate sono capaci o meno di intercettare utenti qualificati, se gli annunci sono in grado di rivolgersi specificatamente al target selezionato, ed altro ancora.
Impariamo perciò a familiarizzare con alcune di queste chiavi di misurazione della bontà delle campagne Adwords.
Intanto bisogna premettere che adwords è un sistema pubblicitario che si basa sul bid, quindi su un sistema ad asta. Quindi un inserzionista compete con gli altri per riuscire a posizionare il proprio annuncio nelle posizioni più alte dei risultati sponsorizzati.
A differenza di quanto si possa pensare non basta offrire più dei competitor per godere di un migliore posizionamento del proprio annuncio pubblicitario sulle serp di Google. A fare la differenza è il punteggio di qualità che gli algoritmi di Adwords assegnano ai gruppi di annunci di una campagna. Punteggi di qualità alti permettono anche ad offerte di CPC (costo per click) o di CPM (costo per mille impression) meno competitivi di scalare posizioni tra i link sponsorizzati.
Cosa fa aumentare il punteggio di qualità di un gruppo di annunci?
Sicuramente ad aumentare il valore di questa metrica è la qualità complessiva della campagna: utilizzo di parole chiave pertinenti con il settore di riferimento e capaci di rivolgersi al segmento di mercato specifico; degli annunci mirati e chiari; pagine di atterraggio delle inserzioni in linea con quanto presente nel testo dell’annuncio e veloci nel caricamento.
Il punteggio di qualità è influenzato da altre metriche, fondamentalmente dal CTR (click through rate) il tasso di click…. ma questo sarà argomento di un prossimo post







