La visibilità di un sito sui motori di ricerca dipende, direttamente o indirettamente, da una moltitudine di strumenti di ottimizzazione. Tra questi ha assunto sempre più rilevanza l’ottimizzazione della sitemap in formato XML.
La sitemap.xml, introdotta da Google e supportata anche dagli altri motori di ricerca, contiene una lista di tutte le pagine del sito che vogliamo siano indicizzate. Per ognuna di queste indica la data di ultima modifica, la frequenza di aggiornamento e la priorità di indicizzazione. In questo modo saremo sicuri che le pagine saranno visitate e quindi indicizzate dagli spider e, allo stesso tempo, le eventuali pagine non più esistenti, se tolte dalla sitemap.xml, usciranno dai risultati delle ricerche.
Il file sitemap.xml solitamente è unico, ma se la sitemap risulta essere troppo grande (più di 50.000 url o più di 10MB) si può suddividere in più file sitemap. Secondo Seomoz il documento può essere suddiviso utilizzando tre modalità:
1. normalmente inserendo un file formato da al massimo 10.000 pagine.
2. distinguendo le pagine statiche dalle pagine dinamiche.
3. effettuando una suddivisione per categoria.
Statisticamente questo genere di ottimizzazione ha determinato un incremento degli accessi provenienti da motori di ricerca, a riprova che l’ottimizzazione della sitemap.xml, pur influendo direttamente solo sull’indicizzazione delle pagine, crea il terreno per un miglioramento del posizionamento.







