Spesso per poter raggiungere i primi posti dei motori di ricerca si ricorre a qualsiasi mezzo (sia esso etico o no). E’ il caso di JC Penney, catena di grandi magazzini statunitense, il cui sito è riuscito a scalare in pochissimi mesi le classifiche di Google. Ad ogni categoria di prodotto cercata su Google, il sito di JC Penney veniva visualizzato in prima posizione, addirittura prima delle stesse case produttrici.
Ciò ha insospettito il New York Times che, dopo attenta investigazione, ha portato alla luce il meccanismo messo in atto dall’azienda statunitense: ha creato false pagine web (circa 2000) che rimandavano, attraverso link particolarmente descrittivi, al sito di JC Penney. In questo modo i risultati di ricerca per il sito sono schizzati in alto.
Nonostante le ovvie smentite da parte della catena, che si è dichiarata estranea ai fatti, indicando come unico responsabile la seo agency a cui aveva affidato la propria immagine sul web (SearchDex), Google, dopo aver appurato l’aggiramento delle linee guida del posizionamento, è intervenuta manualmente, determinando una caduta libera delle posizioni del sito incriminato.
Non è la prima volta che qualcuno riesce a aggirare i meccanismi di Google, ma il pronto (o quasi) intervento del nostro caro Matt Cutts ha nuovamente rimesso le cose a posto. Il buon seo è ancora salvo, ma per quanto tempo ancora?







