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	<title>Posizionamento siti internet</title>
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	<description>Il blog sul posizionamento sui motori di ricerca</description>
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		<title>L&#8217;importanza della sitemap.xml nell&#8217;indicizzazione del sito</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Mar 2011 07:50:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Posizionamento Naturale]]></category>
		<category><![CDATA[indicizzazione]]></category>
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		<description><![CDATA[La visibilità di un sito sui motori di ricerca dipende, direttamente o indirettamente, da una moltitudine di strumenti di ottimizzazione. Tra questi ha assunto sempre più rilevanza l’ottimizzazione della sitemap in formato XML. La sitemap.xml, introdotta da Google e supportata anche dagli altri motori di ricerca, contiene una lista di tutte le pagine del sito che vogliamo siano indicizzate. Per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La visibilità di un sito sui motori di ricerca dipende, direttamente o indirettamente, da una moltitudine di strumenti di ottimizzazione. Tra questi ha assunto sempre più rilevanza l’ottimizzazione della sitemap in formato XML.<span id="more-613"></span></p>
<p style="text-align: justify;">La sitemap.xml, introdotta da Google e supportata anche dagli altri motori di ricerca, contiene una lista di tutte le pagine del sito che vogliamo siano indicizzate. Per ognuna di queste indica la data di ultima modifica, la frequenza di aggiornamento e la priorità di indicizzazione. In questo modo saremo sicuri che le pagine saranno visitate e quindi indicizzate dagli spider e, allo stesso tempo, le eventuali pagine non più esistenti, se tolte dalla sitemap.xml, usciranno dai risultati delle ricerche.</p>
<p style="text-align: justify;">Il file sitemap.xml solitamente è unico, ma se la sitemap risulta essere troppo grande (più di 50.000 url o più di 10MB) si può suddividere in più file sitemap. Secondo Seomoz il documento può essere suddiviso utilizzando tre modalità:<br />
1. normalmente inserendo un file formato da al massimo 10.000 pagine.<br />
2. distinguendo  le pagine statiche dalle pagine dinamiche.<br />
3. effettuando una suddivisione per categoria.</p>
<p style="text-align: justify;">Statisticamente questo genere di ottimizzazione ha determinato un incremento degli accessi provenienti da motori di ricerca, a riprova che l’ottimizzazione della sitemap.xml, pur influendo direttamente solo sull’indicizzazione delle pagine, crea il terreno per un miglioramento del posizionamento.</p>
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		<title>Google beffato da una catena di abbigliamento</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Feb 2011 10:17:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Minardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Posizionamento Naturale]]></category>
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		<description><![CDATA[Spesso per poter raggiungere i primi posti dei motori di ricerca si ricorre a qualsiasi mezzo (sia esso etico o no). E&#8217; il caso di JC Penney, catena di grandi magazzini statunitense, il cui sito è riuscito a scalare in pochissimi mesi le classifiche di Google. Ad ogni categoria di prodotto cercata su Google, il sito di JC Penney veniva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Spesso per poter raggiungere i primi posti dei motori di ricerca si ricorre a qualsiasi mezzo (sia esso etico o no). E&#8217; il caso di JC Penney, catena di grandi magazzini statunitense, il cui sito è riuscito a scalare in pochissimi mesi le classifiche di Google. Ad ogni categoria di prodotto cercata su Google, il sito di JC Penney veniva visualizzato in prima posizione, addirittura prima delle stesse case produttrici.<span id="more-609"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Ciò ha insospettito il New York Times che, dopo attenta investigazione, ha portato alla luce il meccanismo messo in atto dall&#8217;azienda statunitense: ha creato false pagine web (circa 2000) che rimandavano, attraverso link particolarmente descrittivi, al sito di JC Penney. In questo modo i risultati di ricerca per il sito sono schizzati in alto.</p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante le ovvie smentite da parte della catena, che si è dichiarata estranea ai fatti, indicando come unico responsabile la seo agency a cui aveva affidato la propria immagine sul web (SearchDex), Google, dopo aver appurato l&#8217;aggiramento delle linee guida del posizionamento, è intervenuta manualmente, determinando una caduta libera delle posizioni del sito incriminato.<br />
Non è la prima volta che qualcuno riesce a aggirare i meccanismi di Google, ma il pronto (o quasi) intervento del nostro caro Matt Cutts ha nuovamente rimesso le cose a posto. Il buon seo è ancora salvo, ma per quanto tempo ancora?</p>
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		<title>Nuovo algoritmo di Google contro lo spam</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Feb 2011 16:39:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Minardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Negli ultimi tempi si sono moltiplicate le critiche a Google in riguardo a un certo proliferare dei contenuti di bassa di qualità (spam e contenuti copiati da altri siti) tra i risultati delle chiavi di ricerca più importanti. Matt Cutts, responsabile Seo di Google, si era visto costretto a intervenire per rassicurare gli utenti in riguardo all&#8217;attività di spamming nei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi tempi si sono moltiplicate le critiche a Google in riguardo a un certo proliferare dei contenuti di bassa di qualità (spam e contenuti copiati da altri siti) tra i risultati delle chiavi di ricerca più importanti.</p>
<p>Matt Cutts, responsabile Seo di Google, si era visto costretto a intervenire per rassicurare gli utenti in riguardo all&#8217;attività di spamming nei risultati delle ricerche, ma, nonostante queste rassicurazioni, era sotto gli occhi di tutti un impoverimento della qualità dei risultati. Lo stesso fatto che Google avesse annunciato<span id="more-602"></span> provvedimenti per migliorare i risultati delle ricerche era la conferma che qualcosa non andava.</p>
<p>Come preannunciato da Matt Cutts qualche settimana fa, e come confermato ora dallo stesso, l&#8217;algoritmo di Google è cambiato. Ovviamente le spiegazioni a riguardo restano vaghe, non avrebbe alcun senso spiegare nei minimi particolari il funzionamento di un algoritmo anche a chi in modo fraudolento cerca di conoscerne tutte le sfaccettature per trovare il modo per aggirarlo.</p>
<p>Quel che è certo è che il suo scopo sarà in primo luogo quello di penalizzare lo spam, i contenuti provenienti dalle content farm e soprattutto i contenuti duplicati, a favore di tutte le pagine che sono orientate all&#8217;utente.</p>
<p>A questo punto il terrore deve serpeggiare tra i seo specialist di tutto il mondo?</p>
<p>Sicuramente no. In fondo basta fare le cose per bene, producendo contenuti originali, utili per l&#8217;utente e non creati solamente per scalare le posizioni dei motori di ricerca. Google in questi casi non penalizzerà chi lavora bene. Forse devono preoccuparsi coloro che vedono il motore di ricerca come uno strumento per farsi pubblicità e ottenere visibilità senza averne titolo</p>
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		<title>Posizionamento: poche speranze con il seo &#8220;fai da te&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Jan 2011 10:19:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Minardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chiunque abbia un sito internet si pone almeno una volta nella vita una domanda: ha senso sostenere un costo per vedere il proprio sito visualizzato tra i primi risultati liberi dei motori di ricerca? La risposta è molto semplice: bisogna prima di tutto considerare il tipo di attività svolto dall&#8217;azienda e valutare se il posizionamento nelle prime posizioni dei motori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Chiunque abbia un sito internet si pone almeno una volta nella vita una domanda: ha senso sostenere un costo per vedere il proprio sito visualizzato tra i primi risultati liberi dei motori di ricerca?</p>
<p style="text-align: justify;">La risposta è molto semplice: bisogna prima di tutto considerare il tipo di attività svolto dall&#8217;azienda e valutare se il posizionamento nelle prime posizioni dei motori di ricerca possa essere un investimento destinato a generare economicamente rientri in breve tempo attraverso un incremento delle vendite.<span id="more-594"></span> Ci sono attività in cui, anche un solo nuovo cliente, può ripagare totalmente il costo sostenuto per il posizionamento; altre attività dove invece questo rientro dell&#8217;investimento richiede numericamente qualche nuovo cliente in più. Ma in tutti i casi basterebbe stabilire un budget di spesa e proiettare in termini economici e probabilistici il potenziale incremento delle vendite conseguente il posizionamento</p>
<p style="text-align: justify;">Chiunque risponda positivamente a questa domanda, si pone un ulteriore quesito: perché devo sostenere un costo per posizionare il mio sito quando potrei farlo io senza spendere un euro? Ha senso pagare qualcuno per essere in prima pagina? Ovviamente sì! Il seo (o posizionamento sui motori di ricerca) è un&#8217;attività critica frutto di anni di studi e continui aggiornamenti che, se fatta senza attenzione e in modo superficiale potrebbe creare solamente danni all&#8217;immagine dell&#8217;azienda. Il Seo si sviluppa in un settore costantemente in movimento, in cui gli algoritmi dei motori di ricerca sono in continua evoluzione e la competizione per essere in prima pagina è serratissima, un settore in cui non possono trovare spazio gli &#8220;esperti improvvisati&#8221;. Per questo motivo è sempre consigliabile evitare il cosiddetto &#8220;seo fai da te&#8221; e affidarsi a <a href="http://www.posizionamentositiinternet.eu/seo-agency-contatti.html" target="_blank">esperti del settore</a> per promuovere il proprio sito internet.</p>
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		<title>Anche Google sulla via del &#8220;Social&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Dec 2010 08:23:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Minardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cavalcando l&#8217;ondata di novità apportata dai nuovi &#8220;social engines&#8221;, arte.it e blekko in primis, e sulla scorta di fatti di cronaca che dimostrano sempre più come il crimine (online) sia sempre dietro l&#8217;angolo, Google ha comunicato importanti novità relative al ranking dei siti e-commerce. Fino a oggi il buzz (il &#8220;passaparola&#8221; generato da link a un determinato sito), anche se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Cavalcando l&#8217;ondata di novità apportata dai nuovi &#8220;social engines&#8221;, arte.it e blekko in primis, e sulla scorta di fatti di cronaca che dimostrano sempre più come il crimine (online) sia sempre dietro l&#8217;angolo, Google ha comunicato importanti novità relative al ranking dei siti e-commerce.<br />
Fino a oggi il buzz (il &#8220;passaparola&#8221; generato da link a un determinato sito), anche se negativo, generava un aumento della visibilità delle pagine nei motori di ricerca. Questo ha portato a favorire certi siti sul motore di ricerca indipendentemente dalla bontà o meno dei loro contenuti.<br />
D&#8217;ora in poi invece ciò che è buono per gli utenti, sarà buono per Google, ciò che non è buono per gli utenti, non lo sarà  nemmeno per Google.<span id="more-590"></span><br />
Senza entrate nei dettagli (che in verità non si conoscono nemmeno, visto che giustamente Google vuole salvaguardare i propri meccanismi per evitare che possano essere facilmente aggirati; fatta la legge, trovato l&#8217;inganno), lo scopo è quello di penalizzare nel motore di ricerca i negozi online di bassa qualità (e poco sicuri), attraverso un algoritmo i cui parametri tengano conto delle esperienze d&#8217;uso degli utenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Come annunciato da Mountain View, pur essendo previsti ulteriori aggiornamenti, questo nuovo algoritmo è già operativo; quindi ad oggi possiamo già affermare che gli utenti (e le loro esperienze d&#8217;acquisto) stanno già cambiando le gerarchie sui motori di ricerca</p>
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		<title>Posizionamentositiinternet.eu da Oggi su Mobile</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Dec 2010 10:21:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Giarola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Casi di studio - Posizionamento]]></category>
		<category><![CDATA[Posizionamento Naturale]]></category>
		<category><![CDATA[mobile]]></category>
		<category><![CDATA[posizionamentositiinternet su mobile]]></category>

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		<description><![CDATA[Da oggi il nostro posizionamentositiinternet.eu è anche consultabile attraverso mobile. Sarà infatti possibile consultare i contenuti del nostro blog sui i principali dispositivi mobili quali: iPhone, iPod touch, Android, Opera Mini, Palm Pre, Samsung touch e BlackBerry Storm/Torch, ecc. Questa scelta è sicuramente una conseguenza dell&#8217;enorme propagazione di tali dispositivi, ma anche dell&#8217;aumento del traffico web generato da utenti che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da oggi il nostro posizionamentositiinternet.eu è anche consultabile attraverso mobile.</p>
<p>Sarà infatti possibile consultare i contenuti del nostro blog sui i  principali dispositivi mobili quali: iPhone, iPod touch, Android, Opera  Mini, Palm Pre, Samsung touch e BlackBerry Storm/Torch, ecc.<span id="more-581"></span></p>
<p><img class="size-medium wp-image-585 alignnone" title="mobile" src="http://www.posizionamentositiinternet.eu/wp-content/uploads/2010/12/mobile1-200x300.jpg" alt="posizionamentositiinternet.eu su mobile" width="200" height="300" /></p>
<p>Questa scelta è sicuramente una conseguenza dell&#8217;enorme propagazione di tali dispositivi, ma anche dell&#8217;aumento del traffico web generato da utenti che abitualmente non utilizzano il pc o netbook per fruire dei servizi internet.</p>
<p>Il nostro auspicio è sicuramente quello di trovare, per i nostri contenuti e per le nostre esperienze maturate in tanti anni nell&#8217;implementazioni di <a title="servizi siti internet" href="http:///www.addviser.net" target="_blank">siti internet</a>, forme di fruizioni sempre più ampie e condivise.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Pubblicità Online nel 2010 meglio di quella su carta</title>
		<link>http://www.posizionamentositiinternet.eu/pubblicita-online/pubblicita-online-nel-2010-meglio-di-quella.html</link>
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		<pubDate>Tue, 21 Dec 2010 15:42:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Giarola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campagne Online]]></category>
		<category><![CDATA[E-mail marketing]]></category>
		<category><![CDATA[advertising online]]></category>
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		<description><![CDATA[La publicità online negli Usa è riuscita, nel corso di un tempo relativamente ristretto, a superare in termini di investimenti nel 2010 la bèn più consolidata ma ahimè agonizzante carta stampata. E&#8217; quanto si evince dai dati pubblicati dal sito eMarketer e ripreso da altri siti in questi giorni: nel 2010 sono stati spesi in pubblicità online 25,8 miliardi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>publicità online</strong> negli Usa è riuscita, nel corso di un tempo relativamente ristretto, a superare in termini di investimenti nel 2010 la bèn più consolidata ma ahimè agonizzante carta stampata.</p>
<p>E&#8217; quanto si evince dai dati pubblicati dal sito <a title="pubblicità online" href="http://www.emarketer.com/Article.aspx?R=1008126" target="_blank">eMarketer</a> e ripreso da altri siti in questi giorni: nel 2010 sono stati spesi in pubblicità online 25,8 miliardi di dollari contro i 22,8 miliardi investiti in campagne pubblicitarie su carta<span id="more-558"></span></p>
<p><a href="http://www.posizionamentositiinternet.eu/wp-content/uploads/2010/12/123076.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-561" title="123076" src="http://www.posizionamentositiinternet.eu/wp-content/uploads/2010/12/123076-300x258.gif" alt="investimenti in advertising online" width="300" height="258" /></a></p>
<p>Stiamo parlando di un trend negativo che sta interessando l&#8217;editoria cartacea, non solo statunitense, a scapito di altre forme di investimenti in advertising (quale appunto quello della pubblicità online) sicuramente di maggiore appeal, specie per segmenti di pubblico che l&#8217;editoria tradizionale non riesce più o non è mai riuscita a coinvolgere.</p>
<p>Si tratta ovviamente di un sorpasso, salutato da molti come storico, perchè incrocio di due tendenze alquanto eloquenti: alla crisi di un settore si contrappone, infatti, l&#8217;incremento lento ma inesorabile di quello della pubblicità online, la sola probabilmente a resistere alle temperie della crisi economica e della disaffezione da parte di molti ai media tradizionali.</p>
<p>Questo fenomeno è legato ad una pluralità di fattori, non solo coincidenti con la necessità di puntare su forme pubblicitarie più efficaci ed economiche, ma anche perchè la popolazione sta ampliando sensibilmente il tempo medio di utilizzo della connessione alla rete sia per lavoro, che nel tempo libero, a scapito di quei canali mediatici che fino a poco tempo fa sembravano irraggiungibili (televisione in primis).</p>
<p>I trend sembrano quindi essere incoraggianti sia per chi (agenzie e operatori <a title="web marketer" href="http://www.posizionamentositiinternet.eu/web-marketing.html">web marketer</a>) si occupa di espandere le potenzialità del medium on line, sia per quegli utenti (aziende e organizzazioni) che vorranno dare un significato assai più reddittizio ai propri investimenti pubblicitari attraverso l&#8221;advertising online.</p>
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		<title>Contenuti Duplicati: problema vero o fittizio?</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Dec 2010 10:54:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Minardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Posizionamento Naturale]]></category>
		<category><![CDATA[contenuti duplicati]]></category>
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		<description><![CDATA[Nell’ambito SEO si sente spesso parlare del problema dei contenuti duplicati, mettendolo in relazione di causa-effetto con le cosiddette penalizzazioni assegnate da Google. Ma esistono veramente queste penalizzazioni? Sì, ma spesso questo accostamento viene utilizzato come capro espiatorio di altre cause di mancato posizionamento. Definiamo prima di tutto in modo semplice il concetto di contenuto duplicato: si ha contenuto duplicato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’ambito SEO si sente spesso parlare del problema dei <strong>contenuti duplicati</strong>, mettendolo in relazione di causa-effetto con le cosiddette <strong>penalizzazioni</strong> assegnate da Google. Ma esistono veramente queste penalizzazioni? Sì, ma spesso questo accostamento viene utilizzato come capro espiatorio di altre cause di <strong>mancato posizionamento</strong>.</p>
<p>Definiamo prima di tutto in modo semplice il concetto di contenuto duplicato: si ha contenuto duplicato quando all’interno di uno stesso dominio (o anche tra domini diversi), gran parte dei testi combaciano sostanzialmente tra loro, ad esempio perché semplicemente si è copiato il testo di una pagina in un’altra.<span id="more-549"></span></p>
<p>Google, nel visualizzare i risultati, attua un processo di <strong>diversificazione</strong>. Per una determinata chiave di ricerca preleva e visualizza pagine con contenuti il più possibile diversi, evitando di pubblicare tra i primi risultati pagine con i medesimi contenuti, pur se appartenenti a domini diversi. In questi casi sceglierà di mostrare solo una delle pagine duplicate, “penalizzando” l’altra (o le altre).</p>
<p>Nel valutare gli effetti di una eventuale penalizzazione però bisogna distinguere le cause che hanno portato ai contenuti duplicati. La linea di demarcazione consiste nella volontà o meno di ingannare il motore di ricerca (e gli utenti di conseguenza).</p>
<p>Se pubblico un sito copiando di sana pianta i contenuti da un altro sito (il solito caso di copia/incolla di definizioni prese da Wikipedia, ad esempio) Google sceglierà i contenuti che ritiene originali, a danno di quelli copiati. Il motore di ricerca individua l’url originaria in cui il contenuto è comparso prima; di conseguenza il webmaster “furbetto” non avrà scampo e il suo sito sarà penalizzato (fino al caso estremo di <strong>rimozione dai risultati di ricerca</strong>).</p>
<p>Ma se contenuti duplicati vengono generati per motivi diversi, con scopi differenti dall’inganno? Può accadere che, all’interno dello stesso dominio, sia necessario pubblicare due volte lo stesso contenuto in due pagine diverse. Ci si troverebbe di fronte al problema della convivenza di due pagine pressoché uguali sul web. Pur non negando il rischio che il motore di ricerca possa penalizzare una delle pagine duplicate (Google sceglierà comunque di pubblicare solo una delle pagine, e non necessariamente corrisponderà alla scelta del webmaster), il problema non assume gran rilevanza perché in questo caso basterebbe indicare nella sitemap quale tra gli url sia il preferito (ovviamente l’altra pagina non sarà indicizzata).</p>
<p>Oppure può accadere che, in caso di ristrutturazione del sito (o di alcune pagine di esso), si ritenga valido il testo della versione vecchia e quindi si preferisca ricopiarlo nella nuova versione. Ci si troverebbe di fronte al caso di una duplicazione dei contenuti almeno per il periodo in cui Google, nonostante la pubblicazione del nuovo sito, indicizza ancora anche le vecchie pagine. Si può agire inserendo il redirect 301, che reindirizza gli spider alla nuova pagina, o intervenire contrassegnando gli url duplicati con il link rel=”canonical”.</p>
<p>Il problema della penalizzazione deve quindi essere preso seriamente in considerazione dal webmaster, allo scopo di porre in essere le necessarie azioni preventive atte a evitare il presentarsi del problema, o le necessarie azioni correttive se si presenta il problema. Resta comunque una questione rilevante alla quale però non bisogna assegnare il compito di giustificare eventuali mancanze nel processo di posizionamento del sito</p>
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		<title>La qualità delle campagne su Adwords (seconda parte)</title>
		<link>http://www.posizionamentositiinternet.eu/pubblicita-online/campagne-adwords-performanti.html</link>
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		<pubDate>Mon, 13 Dec 2010 14:34:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Giarola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campagne Online]]></category>
		<category><![CDATA[click trhough rate]]></category>
		<category><![CDATA[CTR]]></category>
		<category><![CDATA[pagine di atterraggio]]></category>
		<category><![CDATA[pertinenza semantica]]></category>
		<category><![CDATA[punteggio di qualità]]></category>
		<category><![CDATA[tasso di click]]></category>
		<category><![CDATA[velocità caricamento pagina atterraggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Abbiamo parlato nel post precedente dei criteri  di qualità di una campagna Adwords, abbiamo introdotto il concetto di bid e del quality rate, il tasso di qualità di una parola chiave e della campagna pubblicitaria Adwords in generale. Il punteggio di qualità è determinato, secondo quanto indicatoci dalle linee guida di Google, da fattori quali il CTR;  la pertinenza semantica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo parlato nel post precedente dei <a title="qualità campagne su adwords" href="http://www.posizionamentositiinternet.eu/pubblicita-online/campagne-adwords-di-qualita.html" target="_self">criteri  di qualità di una campagna Adwords</a>, abbiamo introdotto il concetto di bid e del quality rate, il tasso di qualità di una parola chiave e della campagna pubblicitaria Adwords in generale.</p>
<p>Il punteggio di qualità è determinato, secondo quanto indicatoci dalle linee guida di Google, da fattori quali il CTR;  la pertinenza semantica tra parole chiave utilizzate in un dato gruppo di annunci, le parole presenti nel testo dell&#8217;annuncio e il testo utilizzato nella pagina di atterraggio dell&#8217;annuncio; la velocità di caricamento della landing page utilizzata per far arrivare l&#8217;utente dal link sponsorizzato.<span id="more-535"></span></p>
<p>Vediamo singolarmente ognuno degli elementi introdotti:</p>
<ul>
<li>il<strong> CTR</strong> (click trhough rate, il <strong>tasso di click</strong>) è il rapporto percentuale tra il numero di click ottenute e il numero di visualizzazioni generate. E&#8217; un valore percentuale che va a misuare la qualità del gruppo di annuncio. Sostanzialmente un alto valore di questa metrica (di solito valori superiori all&#8217;uno percento sono da considerarsi più che positivi) indica che le parole chiave scelte sono considerate pertinenti dal &#8220;sistema&#8221;, che gli annunci sono efficaci e capaci di portare traffico qualificato, che la pagina scelta per far atterrare gli utenti provenienti dalla pubblicità a pagamento di Google è idonea perchè ne rispecchia i contenuti proposti. Al contrario percentuali di CTR indicano chiaramente che una data parola chiave non è performante e perciò andrebbe valutato se eliminarla dal set di keywords di un dato gruppo di annunci o di campagna.</li>
<li>La <strong>pertinenza semantica</strong> tra testo annuncio, parola chiave e contenuti della pagina di atterraggio è alquanto fondamentale.<br />
In sostanza si deve garantire la creazione di gruppi di annunci con parole chiave altamente pertinenti insieme ad annunci in grado di intercettare utenti altamente qualificati rispetto al focus del sito e alle <a title="strategie web marketing" href="http://www.addviser.net/it/comunicazione/web-marketing-verona-ecommerce.html">strategie di webmarketing</a> impostate.<br />
L&#8217;annuncio poi deve portare l&#8217;utente in una pagina nella quale vi sia specifica corrispondenza con quanto asserito e promesso nel testo dell&#8217;annuncio (la pagina relativa a quanto indicato nell&#8217;annuncio non dovrebbe essere distante più di 2 click dalla pagina di atterraggio).</li>
<li>La <strong>velocità di caricamento della pagina</strong> di atterraggio è altro elemento molto importante agli occhi degli algoritmi responsabili della pubblicità adwords. Pagine veloci a caricarsi abbassano, secondo Google, il rischio di bounce rate, e perciò possono garantire buoni accessi al sito (utenti che si trovassero di fronte a pagine lente a caricarsi, pesanti, o con elementi o contenuti diversi da quanto visto nell&#8217;annuncio molto probabilmente lascierebbero la pagina immediatamente!)</li>
</ul>
<p>Oltre ai fattori descritti sopra esistono altri elementi utilizzati dagli algoritmi di Adwords per valutare la qualità della campagna che Google però non chiarisce perchè elementi dei brevetti non trapelabili.</p>
<p>Nel prossimo post vedremo i criteri con i quli Adwords stabilisce il Costo effettivo per ogni click imputato.</p>
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		<title>Per Google i buoni vincono sui cattivi</title>
		<link>http://www.posizionamentositiinternet.eu/marketing-motori-di-ricerca/google-indicizzazione-e-commerce-posizionamento.html</link>
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		<pubDate>Tue, 07 Dec 2010 13:36:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Posizionamento Naturale]]></category>
		<category><![CDATA[algoritmo]]></category>
		<category><![CDATA[e-commerce]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[indicizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[user experience]]></category>

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		<description><![CDATA[Una nuova modifica all&#8217;algoritmo di ricerca del motore di Google, da quanto dichiarato dagli stessi tecnici dell&#8217;azienda statunitense, permetterebbe di quantificare il livello di soddisfazione dei fruitori di e-commerce (user experience). Questa particolare modifica rivoluziona il sistema di vendita on-line permettendo un miglior posizionamento di quei siti che hanno un buon risultato in termini di soddisfazione del cliente e soprattutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una nuova modifica all&#8217;algoritmo di ricerca del motore di Google, da quanto dichiarato dagli stessi tecnici dell&#8217;azienda statunitense, permetterebbe di quantificare il livello di soddisfazione dei fruitori di e-commerce (user experience). Questa particolare modifica rivoluziona il sistema di vendita on-line permettendo un miglior posizionamento di quei siti che hanno un buon risultato in termini di soddisfazione del cliente e soprattutto una negativa indicizzazione per tutti quei “portali”, centinaia da quanto affermano i tecnici di Google, che sfruttano il loro posizionamento per truffare i loro utenti.<span id="more-515"></span></p>
<p>Il motivo che ha spinto i tecnici Google a sviluppare un servizio di questo tipo sembra sia stata l’affermazione di uno di questi “fasulli” commercianti elettronici &#8220;Ringrazio per tutta la pubblicità che ci state facendo, anche se negativa, questo è proprio il nostro obiettivo. I vostri commenti ci hanno fatto andare in cima ai risultati dei motori di ricerca&#8221;. È chiaro che un’affermazione di questo tipo non sia passata proprio inosservata dal team di Google, perché oltre ad essere un sito posizionato bene il loro, aumentava la sua indicizzazione grazie alla negatività dei loro traffici.</p>
<p>Sicuramente un algoritmo di questo tipo non può essere che positivo per tutti quegli onesti commercianti telematici che vorrebbero vedere il loro sito crescere di qualche posizione, e spinge tutti i gestori di e-commerce a migliorare sempre più il loro prodotto verso i fruitori.</p>
]]></content:encoded>
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